FUTURO DEL CREDITO,
CROCE E DELIZIA DEL DOPO SBOOM: LE
BANCHE PIÙ DEBOLI POTREBBERO NON RECUPERARE PIÙ
ARMONK, NY - Una nuova indagine dell'Institute for
Business Value di IBM mostra che più del 75% dei
dirigenti di banca e dei funzionari statali ritiene che
gli utili del passato siano un ricordo. In un periodo in
cui la fiducia nelle banche è sempre più bassa, troppi
istituti di credito confidano eccessivamente su utili
che non esistono più, hanno costi insostenibili in un
periodo di utili più contenuti e sono oppresse da
livelli elevati di complessità operativa e mancanza di
flessibilità. Non mancano comunque i nuovi paladini
pronti a sfruttare la debolezza delle banche. “Le banche
che emergeranno dall'attuale crisi economica come
vincenti saranno quelle che si concentreranno sul
successo della clientela, mentre quelle più deboli e
meno concentrate, potrebbero non recuperare più”, ha
affermato Shanker Ramamurthy, Global Industry Leader,
Banking & Financial Markets di IBM. “Ma ripristinare le
relazioni con la clientela è solo una parte della
soluzione, le banche devono anche ridurre le complessità
e sviluppare una visione completa del rischio”.
L'esauriente studio globale del settore bancario
condotto dall'Institute for Business Value (IBV) di IBM
è stato pubblicato oggi in una relazione dal titolo:
Forti, concentrate e pronte a lottare: come le banche
possono rimettersi in forma per affrontare la battaglia
(www.ibm.com/gbs/getfit).
Maggiore disciplina per riconquistare la fiducia dei clienti
e delle autorità di regolamentazione
Secondo quanto riportato nella relazione di IBV,
le banche possono chiudere il "gap della fiducia" con una
maggiore concentrazione e disciplina e investendo
nell'analisi che consenta loro una migliore comprensione sia
della percezione del valore da parte dei loro clienti, sia
di quello che effettivamente sarebbero disposti a pagare per
il servizio. Le banche attualmente ripongono troppa fiducia
in parametri di misurazione demografici quali l'età, la
salute o le fasi della vita. Una migliorata segmentazione
comportamentale porterebbe a una maggiore comprensione e di
conseguenza a una relazione molto più soddisfacente,
sostenibile con la clientela che potrebbe essere anche più
redditizia. Dall'indagine risulta che la relativa share of
wallet varia notevolmente da paese a paese, con una
percentuale pari al 46% di consumatori negli Stati Uniti e
in Australia che sceglie di consolidare i propri servizi
finanziari con un unico fornitore, mentre nella maggior
parte dei paesi i clienti tendevano ad affidarsi a due o tre
fornitori, tra i quali un assicuratore e una banca
commerciale. Alcuni paesi, tuttavia, hanno mostrato una
maggiore frammentazione con un quinto dei consumatori a
Singapore (22%) e in Cina (23%) che si affidano a 4 o 5
fornitori, e un decimo di consumatori in Giappone (10%) che
si affida a 6 o più fornitori. Se si chiede tuttavia perché
abbiano più di un fornitore, le ragioni sono diverse, ma
solo il 22% ha affermato di fidarsi degli attuali fornitori.
Dalla relazione si evince inoltre che è possibile usare
l'analisi per raccogliere nuove informazioni sul rischio
aggregato e consentire alle banche di monitorare, misurare e
gestire il rischio attraverso le loro imprese. Se applicato
utilizzando una struttura integrata per la gestione del
rischio, tale approccio può aiutare le banche a superare i
silos organizzativi e ad affrontare con coesione il
reporting relativo al rischio finanziario, alle frodi e alla
conformità. Questo potrebbe consentire alle banche non solo
di migliorare la loro modellazione e gestione del rischio a
livello organizzativo, ma anche di migliorare il reporting
del rischio per aiutare gli enti regolatori a valutare il
rischio a livello sistematico.
Dieta e disintossicazione per liberarsi da attività e
risorse a basso valore e ridurre il rapporto tra costi e
ricavi:
Sul fronte finanziario, mentre le banche devono
aumentare il capitale, dalla relazione si evince che
l'accesso ai mercati azionari è limitato non solo dalla
diminuzione della ricchezza, ma anche dalla scarsa fiducia
da parte degli investitori nel portafoglio prestiti delle
banche. Nella relazione è inoltre riportato che le banche in
molti paesi del mondo hanno costi di gestione insostenibili
che rendono i loro modelli operativi obsoleti. Le banche si
vedono quindi costrette a ridurre i costi di gestione
tramite l'innovazione del proprio modello di business,
supportato da iniziative di risparmio a lungo termine in
aree quali l'informatica, la condivisione di servizi e
l'integrazione front/back office.
La ricerca dell’IBV indica inoltre che la
specializzazione del modello di business è il tema vincente
all'interno dell'ecosistema finanziario. Le banche devono
anche ridurre le complessità e aumentare l'efficienza. Lungo
la strada, alcune banche come quelle di dimensioni più
contenute che non hanno economie di scala, saranno candidate
alla fusione, mentre altre più grandi, le cui dimensioni
hanno creato grandi complessità, elimineranno alcune
divisioni. Anche se alcune di queste dismissioni saranno
imposte dalle autorità regolatrici, le banche di grandi
dimensioni devono prendere in considerazione di eliminare
alcune divisioni non redditizie per mantenere i loro
obiettivi e la loro solidità.
Dall'analisi dell’IBV si evince che le banche
cinesi e quelle dei mercati emergenti, che hanno portafogli
di prodotti ridotti e una struttura gestionale più semplice,
hanno assunto il comando (tra le 139 istituzioni finanziarie
principali) nella definizione del miglior rapporto
costi/ricavi, superando le banche nordamericane ed europee.
Tra il 2003 e il 2006, il rapporto costi/ricavi delle
principali banche in Cina ammontava in media al 49,8%, già
molto al di sotto delle banche situate negli USA (58,8%) o
in Europa (57,8%), mentre il RoA medio era analogo a quello
delle banche europee, ma inferiore a quello delle banche
statunitensi. Nel 2007 e nel 2008, tuttavia, le principali
banche cinesi hanno conquistato posizioni riducendo il
rapporto costi/ricavi al 35,8% aumentando il RoA all'1,29%.
Nel frattempo, negli USA, il rapporto costi/ricavi medio è
aumentato al 71,9% mentre il RoA è crollato all'1,08% e in
Europa il rapporto costi/ricavi è aumentato al 73,2% con un
RoA allo 0,01%.
Mentre gran parte dell'obiettivo normativo si è
concentrato sulle banche occidentali ‘troppo grandi per
fallire’, è la loro complessità e inflessibilità piuttosto
che la loro dimensione che le ostacola dato che molte di
loro sono semplicemente ‘troppo complesse per crescere’.
Anche le banche cinesi sono grandi, ma sono in una prima
fase di crescita nella quale si concentrano sull'espansione
di servizi bancari relativamente semplici a coloro che non
hanno un conto in banca. Una volta coperto il mercato
cinese, dovranno espandersi con nuovi prodotti o in nuove
aree geografiche per alimentare un'ulteriore crescita. In
questa fase successiva, dovranno evitare di ripetere gli
errori commessi dalle banche occidentali diventando tanto
complesse da trovare difficoltà a gestire la loro attività
in modo efficace. La complessità e la conseguente perdita di
controllo e visibilità, hanno ostacolato l'abilità delle
banche occidentali a comprendere pienamente le difficoltà
nelle quali si sono trovate. Se la riforma del sistema può
portare allo smembramento di alcune banche, o almeno
separare le attività retail da quelle finanziarie, dallo
studio si evince che gli azionisti potrebbero trovare un
servizio di gran lunga migliore grazie ad una ampia
semplificazione dei modelli di business con l’obiettivo di
aumentare il rapporto costi/ricavi, e le banche ottimizzare
la loro efficienza operativa in modo più efficace.